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Carcere, residuo di ingiustizia

La verità vi farà liberi. La parola di Cristo rimane l’unico punto fermo nella storia. Nei popoli dove chi veramente comanda non è solo il consenso delle masse, è difficile vivere per chi crede che l’unico giusto criterio per governare è la verità, che fa sempre bene anche quando dà fastidio. Nei popoli ricchi dove il numero dei benestanti supera di gran lunga il numero dei miserabili, la politica è facilmente a favore di chi conta, di chi sta bene. È necessario allora essere voce di chi non ha voce con la vita e con la parola.

In questi giorni l’Italia è stata scossa dal problema carcere soprattutto quello preventivo.

Sono fermamente convinto che la giustizia va realizzata a tutti i costi e che i giudici devono poter vagliare le responsabilità, ci sono giudici che rischiano la vita per questo, anche oggi, oltre a tutti quelli che hanno pagato col loro sangue la fedeltà alla giustizia. Dice Gesù: «Ero in carcere e siete venuti a trovarmi»; Cristo si identifica con gli affamati, gli assetati, i senza tetto, gli espropriati, i malati e i carcerati. La società attuale riduce l’uomo ad un suo particolare che colpisce ed emoziona. Per esempio l’opinione pubblica chiama prostituta la donna che vende in pubblico il suo corpo, e la considera solo come prostituta. Invece è una donna che soffre, che piange, che spera e dispera, che è creata ad immagine e somiglianza di Dio.

La conseguenza è terribile: la società mentre continua a sfruttarla, la distrugge come persona anziché aiutarla a redimersi. Così pure appena un uomo riceve un avviso di garanzia (notifica d’inizio di indagine a suo carico) nell’opinione pubblica, solo perché è indiziato, viene già ritenuto un delinquente o perlomeno uno sospetto. Se poi viene messo in carcere preventivo è già socialmente spacciato per sempre. Quando poi uno è giudicato colpevole e tradotto o lasciato in carcere nell’animo della gente s’instaura un meccanismo di condanna, di rigetto, di odio e distruzione.

Gesù invece ci trasferisce in un altro ordine. Egli vuole salvare quell’uomo condannato. Egli non vuole la morte del peccatore ma che si converta e viva. Il carcere deve essere una struttura rieducativa, terapeutica, non vendicativa; deve essere un ambito di vita dove tutte le potenzialità positive presenti in chi ha commesso il delitto vengono stimolate, sviluppate, accresciute, in modo che chi ha sbagliato si redima.

Oggi invece chi viene messo in carcere è già distrutto per sempre come persona sociale. Viene ritenuto un avanzo di galera. Non è giusto mettere in carcere una persona per semplice sospetto perché anche se sarà riconosciuto innocente, sarà sempre moralmente distrutta. Il carcere preventivo non può essere applicato se il sospetto può essere chiarito con l’istruttoria ordinaria.

Si può ricorrere al carcere cautelativo solo quando non esiste altra via per fare la verità. L’esito dell’inchiesta è incerto, la morte sociale dell’inquisito è certa.

Sono rimasto addolorato per come persone che ragionavano come ragiono io, oggi rinnegano ciò che ritenevano giusto. Ciò significa che anche nel passato strumentalizzavano la verità. Ciò che mi fa stare male poi è l’ingiustizia camuffata per giustizia. I potenti di questo mondo, le lobbies, i raggruppamenti sociali che contano fanno leggi che permettono il furto più vergognoso.

Quale differenza fra un ladro che sconta quattro anni di galera per quattro galline rubate e chi guadagna oltre duecento milioni di stipendio all’anno e riceve anche l’onorificenza? Il primo ha rubato contro la legge, per il secondo è stata fatta una legge perché potesse rubare indisturbato. Gesù afferma: «Lo Spirito del Signore mi ha mandato per proclamare ai prigionieri la liberazione». Con Cristo inizia una società alternativa che elimina alla radice il delitto: è la società del gratuito che, come è in se stessa, struttura, elimina il carcere perché è impostata sulla civiltà dell’amore.

Solo questa società è in grado di proclamare la liberazione dei prigionieri.


Tratto da un articolo del “Corriere Romagna”
Rubrica “Per chi suona la campana” – 24/07/1994

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