In questa pagina, una raccolta delle omelie tenute da don Oreste Benzi durante la messa comunitaria settimanale celebrata a Rimini nella chiesa della parrocchia “La Resurrezione”.

La trascrizione dalla registrazione audio è a cura del Centro Documentazione della Comunità Papa Giovanni XXIII.

MESSA COMUNITARIA DEL 27/10/2007 – 30° DOMENICA TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Trascrizione dell’omelia dell’ultima messa comunitaria celebrata a Rimini da don Oreste. Guardando la Parola di Dio oggi mi viene da collegarla a tre parole: simpatia, sintonia e sinfonia. Cos'è la Comunità Papa Giovanni? È una Comunità di gente simpatica perché è totalmente in simpatia con Cristo; è una Comunità di gente in sintonia per cui ha il sorriso sul volto perché il bene prevale sul male. Pensate a quando arrivano gli ultimi, i disperati, i carcerati e il tuo cuore è in sintonia con quello di Gesù e in ognuno di loro incontri Gesù e quindi viene fuori una Comunità che è una sinfonia, la sinfonia di Dio. Questa sinfonia si ripercuote sugli altri.

MESSA COMUNITARIA DEL 21/03/1992 – 3° DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO C

Il nostro problema è di lasciarci agganciare da Gesù. La Quaresima, allora, è tutto un modo di essere positivo; è un dare spazio a Gesù, è un entrare in comunione con Lui. Nella misura che Cristo vi prende dal di dentro, voi diventate adulti; se la vostra vita è ancora legata alle situazioni esterne, vuol dire che ancora siete tanto infantili, vuol dire che Cristo non domina in voi. Mosè si sente dire: «Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!». Quando hai in braccio un bimbo portatore di handicap, ricordati, tu stai su una terra che è santa: togliti i sandali, perché Cristo si è confuso fisicamente con lui. Quando curi i malati, togliti i sandali, perché la terra sulla quale tu stai è santa. Ma come si fa, se l'uomo non si immerge in Dio, a vedere Dio?

MESSA COMUNITARIA DEL 22/02/1986 – 2° DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO C

Possiamo correre il rischio di avere un’attività umana estremamente intensa, ma priva di Dio. È l’esperienza di Dio che rende l’attività umana profonda esperienza dell’uomo, perché le dà il pieno senso. È indispensabile l’esperienza della preghiera perché l’uomo possa fare esperienza piena di Lui e nell’esperienza di Dio l’uomo capisce tutta la pienezza della sua dignità di uomo e arriva a capire il significato della sua esistenza. Tu non puoi fare a meno di Dio, per cui fai diventare il tuo dio qualcosa o qualcuno. Questo noi dobbiamo temere! Non dobbiamo temere di amare troppo, dobbiamo temere di amare poco. Non dobbiamo temere di pregare troppo, dobbiamo temere di pregare poco. Non dobbiamo temere di donarci troppo, dobbiamo temere di non donarci a Dio, perché diventa impossibile poi donarsi all’uomo.

MESSA COMUNITARIA DEL 19/02/1983 – 1° DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO C

Dobbiamo chiedere allo Spirito Santo che per ognuno di noi venga quel momento di crisi profonda e piena in cui sentiamo che al di fuori di Lui non abbiamo nessun altro nel quale possiamo essere salvi. È il momento in cui noi nasciamo veramente a Dio, è il momento della nostra conversione. Noi dobbiamo chiedere al Signore che venga quel momento in cui ci sia impedito di barare, di ingannare. La Quaresima è il segno che indica e contiene questa conversione, se siamo fedeli a quello che la Chiesa ci propone.

MESSA COMUNITARIA DEL 27/11/1982 – 1° DOMENICA DI AVVENTO – ANNO C

L’Avvento è quel periodo che ci immerge nell'attenzione a Cristo che viene e che ci richiede delle condizioni perché Cristo venga accolto da noi. È il periodo particolare della conversione a Lui, un momento stupendo di verità, un momento di grazia grande: è Dio che entra in noi. Convertirsi è fare comunione con Cristo, è decidere finalmente cosa si vuole essere; e le conseguenze della conversione sono il mondo stupendo di Dio.

MESSA COMUNITARIA DEL 04/09/1982 – 23° DOMENICA TEMPO ORDINARIO – ANNO B

Trascrizione della prima omelia di una messa comunitaria a Rimini di cui si è in possesso della registrazione. Non potrà mai avvenire un cambiamento su questa terra se prima di tutto non cambio io. Il mondo si trasforma nella misura che io mi trasformo e ho il coraggio della verità non da proclamare agli altri ma prima di tutto da proclamare a me stesso. Allora finalmente, da uno stato di semicosciente ipocrisia e falsità, costringo me stesso ad entrare nella verità della vita.

MESSA COMUNITARIA DEL 27/10/2007 – 30° DOMENICA TEMPO ORDINARIO – ANNO C

Trascrizione dell’omelia dell’ultima messa comunitaria celebrata a Rimini da don Oreste. Guardando la Parola di Dio oggi mi viene da collegarla a tre parole: simpatia, sintonia e sinfonia. Cos'è la Comunità Papa Giovanni? È una Comunità di gente simpatica perché è totalmente in simpatia con Cristo; è una Comunità di gente in sintonia per cui ha il sorriso sul volto perché il bene prevale sul male. Pensate a quando arrivano gli ultimi, i disperati, i carcerati e il tuo cuore è in sintonia con quello di Gesù e in ognuno di loro incontri Gesù e quindi viene fuori una Comunità che è una sinfonia, la sinfonia di Dio. Questa sinfonia si ripercuote sugli altri.

MESSA COMUNITARIA DEL 21/03/1992 – 3° DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO C

Il nostro problema è di lasciarci agganciare da Gesù. La Quaresima, allora, è tutto un modo di essere positivo; è un dare spazio a Gesù, è un entrare in comunione con Lui. Nella misura che Cristo vi prende dal di dentro, voi diventate adulti; se la vostra vita è ancora legata alle situazioni esterne, vuol dire che ancora siete tanto infantili, vuol dire che Cristo non domina in voi. Mosè si sente dire: «Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!». Quando hai in braccio un bimbo portatore di handicap, ricordati, tu stai su una terra che è santa: togliti i sandali, perché Cristo si è confuso fisicamente con lui. Quando curi i malati, togliti i sandali, perché la terra sulla quale tu stai è santa. Ma come si fa, se l'uomo non si immerge in Dio, a vedere Dio?

MESSA COMUNITARIA DEL 22/02/1986 – 2° DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO C

Possiamo correre il rischio di avere un’attività umana estremamente intensa, ma priva di Dio. È l’esperienza di Dio che rende l’attività umana profonda esperienza dell’uomo, perché le dà il pieno senso. È indispensabile l’esperienza della preghiera perché l’uomo possa fare esperienza piena di Lui e nell’esperienza di Dio l’uomo capisce tutta la pienezza della sua dignità di uomo e arriva a capire il significato della sua esistenza. Tu non puoi fare a meno di Dio, per cui fai diventare il tuo dio qualcosa o qualcuno. Questo noi dobbiamo temere! Non dobbiamo temere di amare troppo, dobbiamo temere di amare poco. Non dobbiamo temere di pregare troppo, dobbiamo temere di pregare poco. Non dobbiamo temere di donarci troppo, dobbiamo temere di non donarci a Dio, perché diventa impossibile poi donarsi all’uomo.

MESSA COMUNITARIA DEL 19/02/1983 – 1° DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO C

Dobbiamo chiedere allo Spirito Santo che per ognuno di noi venga quel momento di crisi profonda e piena in cui sentiamo che al di fuori di Lui non abbiamo nessun altro nel quale possiamo essere salvi. È il momento in cui noi nasciamo veramente a Dio, è il momento della nostra conversione. Noi dobbiamo chiedere al Signore che venga quel momento in cui ci sia impedito di barare, di ingannare. La Quaresima è il segno che indica e contiene questa conversione, se siamo fedeli a quello che la Chiesa ci propone.

MESSA COMUNITARIA DEL 27/11/1982 – 1° DOMENICA DI AVVENTO – ANNO C

L’Avvento è quel periodo che ci immerge nell'attenzione a Cristo che viene e che ci richiede delle condizioni perché Cristo venga accolto da noi. È il periodo particolare della conversione a Lui, un momento stupendo di verità, un momento di grazia grande: è Dio che entra in noi. Convertirsi è fare comunione con Cristo, è decidere finalmente cosa si vuole essere; e le conseguenze della conversione sono il mondo stupendo di Dio.

MESSA COMUNITARIA DEL 04/09/1982 – 23° DOMENICA TEMPO ORDINARIO – ANNO B

Trascrizione della prima omelia di una messa comunitaria a Rimini di cui si è in possesso della registrazione. Non potrà mai avvenire un cambiamento su questa terra se prima di tutto non cambio io. Il mondo si trasforma nella misura che io mi trasformo e ho il coraggio della verità non da proclamare agli altri ma prima di tutto da proclamare a me stesso. Allora finalmente, da uno stato di semicosciente ipocrisia e falsità, costringo me stesso ad entrare nella verità della vita.